E adesso cosa resta dopo la terza gara di semifinale?
Restano la soddisfazione e l’orgoglio di aver visto una squadra così….
Non è stato un sogno: c’è stato, veramente, un gruppo di lavoro che ha fatto ritornare in mente, a chi li ha vissuti, gli anni di gloria dell’hockey Breganze: quando si chiamava Laverda per intenderci e di finali scudetto ne giocò due (76 e 79: allora si chiamavano spareggi….) vincendole.
E allora chi pensa all’Hockey Breganze 2009-2010 metta da parte i rimpianti, sia orgoglioso di questa squadra e ringrazi chi l’ha formata.
Non possono esserci rimpianti dopo una stagione così, anche se veramente, durante gara 3, subito dopo l’1-0 di Mattia Cocco sarebbe, forse, bastato un altro episodio favorevole per essere autorizzati a guardare la finale scudetto come un traguardo possibile… Lo confermavano, in quei frangenti le facce, preoccupate, dei nostri avversari valdagnesi….
Ma tant’è…
Sarebbe sbagliato se prevalesse il rammarico….. Ecco sì: solo un po’ di nostalgia perché la stagione è già finita, quello sì…
Era così bello veder giocare la nostra squadra…
Proprio un bell’hockey, dove c’era tutto: spettacolo, tecnica, gioco di squadra, agonismo, fair play, fantasia e schemi…
Quello che dovrebbe essere, sempre, questo sport..
Era così bello vedere breganzesi, che da anni non vedevano l’hockey, tornare al palazzetto (e, purtroppo, andare a Bassano per gara 1, come da ferree disposizioni, diciamo così, dell’ente che organizza il campionato………. e avanti coi puntini così evitiamo problemi…..)…
Era così bello sentire tifare Breganze, da tutti, non solo dai ragazzi della curva….. Una novità per Breganze, storicamente una piazza un po’ fredda e restia a manifestare le proprie emozioni…. Invece quest’anno no: c’è stata partecipazione… Certi cori da brividi, le magliette del Laverda con lo scudetto del 79…. Bello!!
Sì tutto bello e allora fuori l’Orgoglio!!
L’orgoglio di avere un allenatore (Gaetano Marozin) così: serio, preparato, carismatico, una guida sicura di questo gruppo, ma anche un uomo appassionato di questo sport e innamorato della squadra del suo paese dove ha calzato i pattini la prima volta, ormai 30 e più anni fa…
Ma anche una persona che, pure essendo al top degli allenatori italiani (è il tecnico della nazionale Under 20) è rimasto umile e non rinnega le sue origini, ricordando pubblicamente ai suoi giocatori di avere avuto tra i primi allenatori anche il sottoscritto….
Gaetano, un allenatore capace, come dimostra la scelta dei suoi collaboratori: Francesco Ramanzin, competente preparatore atletico, il primo artefice di una condizione fisica invidiabile, per tutta la stagione e Maurizio Carlesso, semplicemente il migliore preparatore che un portiere di hockey pista possa avere, oggi, in Italia (chiedere a Riccardo Gnata per conferma….).
L’orgoglio di avere Riccardo Gnata, già oggi (è del 1992!!!) uno dei migliori portieri breganzesi di sempre e, togliamo il forse, già adesso uno dei migliori portieri italiani… Ma, oltre a ciò, un ragazzo al quale è impossibile non voler bene per la sua umanità, simpatia e umiltà…. Ma dobbiamo essere orgogliosi anche di Mauro Bonatto, valida spalla di Ricky e autore di pregevoli prestazioni quando è stato chiamato in causa nella prima fase della stagione.
L’orgoglio di avere Diego Nicoletti, l’archetipo del difensore moderno di hockey: condizione fisica invidiabile, tiro potente, costante applicazione nei movimenti di attacco, agonismo sempre sotto controllo….. Insomma un grande.
L’orgoglio di avere Mattia Cocco, un’artista sui pattini: una tecnica sopraffina, un impegno agonistico, tecnico e tattico continuo, sempre alla ricerca della giocata perfetta…. Semplicemente uno spettacolo..
L’orgoglio di avere Gaston (Tonchi) De Oro: una scheggia sui pattini, l’autore delle giocate impossibili, sempre l’ultimo ad arrendersi e sempre il primo a crederci… Con lui in campo si era autorizzati a pensare che, quest’anno, ogni impresa fosse possibile….
L’orgoglio di avere Josi (Ciccio) Garcia: semplicemente il bomber…. L’uomo in grado in ogni momento della partita di farci gioire e innamorare tutti di questa squadra…. Il gol come missione, ma anche come emozione… Da brividi vederlo baciare la nostra maglia dopo un gol o dopo una vittoria…. Una tecnica sopraffina: incubo di portieri e difensori avversari….
L’orgoglio di avere Ricky Berto, impareggiabile e instancabile agonista, sempre pronto a subentrare quando c’era bisogno…. Implacabile in marcatura e sempre pronto a scattare e riproporsi in fase di appoggio o di contropiede. Un fantastico (e vero!) atleta.
L’orgoglio di avere Mattia Ghirardello non più una promessa, ma già una stabile realtà di questa squadra, sempre pronto ad incantarci con i suoi recuperi difensivi, i suoi scatti repentini e il suo tiro al fulmicotone.
L’orgoglio di avere Michele (Corvo) Crovadore, degno capitano di questa squadra, sempre pronto a mettere la sua esperienza (e i suoi gol: il vizietto non l’ha mai perso) al servizio di questa squadra.
L’orgoglio di avere Mattia Clavello, tiro potente e capacità fisiche notevoli, sempre pronto a dare tutto per la squadra.
L’orgoglio di avere Stefano Dal Santo, uno dei giovani più promettenti, destinato a migliorarsi sempre più ma già adesso punta imprevedibile (è mancino), tecnicamente dotato con un tiro secco e difficilmente controllabile dai portieri.
E grazie anche a Bruno Gonzo per il suo impegno e per la sua disponibilità.
Sì è giusto essere orgogliosi dopo un’annata così e ringraziare chi ha permesso tutto questo: società e sponsor in primis..
E allora faccio un appello: facciamo, ognuno, quel che può perché l’ASD H. Breganze ce la faccia a garantirsi anche per il prossimo anno un gruppo così…
Grazie ragazzi e addio stagione 2009-2010, bella e indimenticabile per chi ama l’Hockey Breganze…. Rimarrai per sempre nel cuore di chi ama questi colori…
Una delle annate più belle di questa “giovane società” di quasi 50 anni….
A presto per provare ancora, insieme, queste emozioni.
Fausto Pozzan